Marco Piazza
17 dicembre 2013

Ruling internazionale esteso alla stabile organizzazione

L’articolo 7 del decreto legge “Destinazione Italia” recentemente varato da Governo estende la possibilità di adire ad un ruling di standard internazionale anche per ottenere una valutazione preventiva sulla sussistenza o meno di una stabile organizzazione in Italia di un’impresa non residente.

Sarà quindi possibile, anche in questo campo, concludere un accordo tra l’Amministrazione finanziaria e l’impresa internazionale, sulla natura dell’insediamento in Italia dell’impresa estera che vincoli entrambe le parti per il periodo d’imposta nel quale è stato stipulato e per i quattro (altro emendamento del decreto “Destinazione Italia”) successivi, salvo intervenute modifiche della situazione di fatto. La procedura è disciplinata dall’articolo 8 del decreto legge 269 del 2003 e dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 23 luglio 2004.

Il ruling internazionale fino ad ora è stato utilizzato quasi esclusivamente nel settore del “transfer pricing” (APA e APA bilaterali). Dal “Secondo bollettino del Ruling di standard internazionale”, pubblicato il 19 marzo 2013 che dei 56 accordi conclusi fino ad ora, solo uno ha riguardato temi estranei alla determinazione dei prezzi di trasferimento e alla quantificazione del reddito delle stabili organizzazioni.

Ma il contenzioso fra imprese internazionali e amministrazione finanziaria non riguarda solo questo tema. Come appare esaminando la giurisprudenza – che certamente riflette una minima parte delle controversie, dato che la maggioranza viene chiusa in fase precontenziosa – accade sempre più frequentemente che Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate riqualifichino società italiane controllate da società non residenti in stabili organizzazioni in Italia delle società non residenti. Ciò comporta, in prima battuta, che venga contestata l’evasione dell’Iva da parte della società estera e l’omessa dichiarazione di redditi della stabile organizzazione; redditi che vengono fatti spesso coincidere con i ricavi già dichiarati della società italiana, dato che, ad avviso degli uffici, sono stati dichiarati dal soggetto sbagliato.

Poiché i periodi d’imposta accertabili possono essere, in determinati casi, anche dieci, è facile comprendere che anche società di dimensioni medie possono vedersi notificare processi verbali miliardari.

La possibilità di adire al “ruling internazionale” è un notevole passo avanti verso la distensione dei rapporti fra investitori esteri a amministrazione finanziaria italiana. Nella quasi totalità dei casi gli investitori esteri non si prefiggono di conseguire vantaggi fiscali, ma hanno semplicemente l’esigenza di non avere sorprese.

In questo senso deve essere anche accolta con favore la notizia che l’Agenzia delle Entrate, con provvedimento del 16 dicembre 2013 (prot. 2013/149505) ha istituito un Punto di assistenza dedicato agli investitori esteri (Desk dedicato), all’indirizzo internationaltaxassistance@agenziaentrate.it.
Il Desk  risponderà per iscritto a quesiti formulati da soggetti esteri interessati a effettuare investimenti in Italia, concernenti le tematiche fiscali collegate ai progetti imprenditoriali da avviare sul territorio nazionale. Alle risposte fornite ai quesiti non si applicheranno le disposizioni vigenti in materia di interpello del contribuente. Non saranno vincolanti, quindi, ma – anche per il fatto di non essere legate alla procedura di interpello – saranno tempestive.

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